CGIL Dipartimento Welfare: La riforma “Fornero”

Protocollo n.463/U-FP 2012

Roma 11 Luglio 2012

Alle Segreterie Regionali e comprensoriali Fp CGIL

 

Le pensioni. Prima, durante e dopo la “Fornero”

La Fp insieme alla Cgil ha sempre combattuto a difesa del sistema previdenziale universale pubblico, conquistato dal movimento sindacale dopo una lunga stagione di lotta, lavorando per eliminare privilegi, per mantenere in equilibrio il sistema e per la costituzione di una previdenza integrativa aggiuntiva e non sostitutiva.

Per queste ragioni siamo stati e siamo contrari alle proposte del Ministro Fornero, che sulla pensioni ha fatto una brutale operazione di cassa, sulle spalle del mondo del lavoro.

SISTEMA DI CALCOLO DELLA PENSIONE PRIMA DELLA RIFORMA FORNERO

I sistemi di calcolo della pensione erano tre.

  • contributivo (per chi aveva iniziato a lavorare dopo il 1995);

  • retributivo (per chi al 31 dicembre 1995 aveva già maturato 18 anni di contributi);

  • misto (per chi, pur avendo iniziato a lavorare prima del 1996, non aveva a quella data ancora maturato 18 anni di contributi).

REQUISITI FINESTRE DI USCITA PRIMA DELLA RIFORMA FORNERO

 Per i dipendenti pubblici e privati: decorsi 12 mesi dalla maturazione del requisito.

 ETA’ DI PENSIONAMENTO PRIMA DELLA RIFORMA FORNERO

(sistema pensionistico al 31 dicembre 2011)

Pensione di vecchiaia: ai sensi della riforma Sacconi da noi contestata, contenuta nella legge 148 del 14 settembre 2011 (manovra bis)

E’ determinata dalla somma di:

  • aspettativa di vita;

  • aumento graduale dell’età pensionabile a 65 anni anche per le donne nel settore privato, mentre per le lavoratrici del settore pubblico l’innalzamento era già accaduto nel 2010;

 REQUISITI DI ETA’ PER LA PENSIONE DI VECCHIAIA

Anno

DONNE

UOMINI

Dipendenti private e autonome

Dipendenti pubbliche

Dipendenti privati e pubblici, autonomi

Età

Età

Età

2011

60

61

65

2012

60

65

65

2013

60 e 3 mesi*

65 e 3 mesi*

65 e 3 mesi*

Proiezione in base alla aspettativa di vita

2014

60 e 4 mesi

65 e 3 mesi

65 e 3 mesi

2015

60 e 6 mesi

65 e 3 mesi

65 e 3 mesi

2016

61 e 1 mese*

65 e 7 mesi*

65 e 7 mesi*

2017

61 e 5 mesi

65 e 7 mesi

65 e 7 mesi

2018

61 e 10 mesi

65 e 7 mesi

65 e 7 mesi

2019

62 e 8 mesi*

65 e 11 mesi*

65 e 11 mesi*

2020

62 e 2 mesi

65 e 11 mesi

65 e 11 mesi

2021

63 e 8 mesi

65 e 11 mesi

65 e 11 mesi

2022

64 e 6 mesi*

66 e 3 mesi*

66 e 3 mesi*

2023

65

66 e 3 mesi

66 e 3 mesi

2024

65 e 6 mesi

66 e 3 mesi

66 e 3 mesi

2025

66 e 4 mesi*

66 e 7 mesi*

66 e 7 mesi*

2026

66 e 7 mesi

66 e 7 mesi

66 e 7 mesi

* adeguamento dell’età in relazione all’aumento dell’aspettativa di vita

La pensione di vecchiaia era calcolata con il contributivo per chi aveva iniziato a lavorare dopo il 1995, e per chi aveva optato per il sistema contributivo.

Con il sistema retributivo per chi al 31 dicembre 1995 aveva almeno 18 anni di contribuzione legato sostanzialmente alle retribuzioni degli ultimi anni di attività lavorativa.

Con il sistema misto per coloro che al 31 dicembre 1995 avevano un’anzianità contributiva inferiore ai 18 anni e l’importo della pensione veniva calcolato sulla base sia del sistema contributivo (per gli anni successivi al 1995), sia per quello retributivo (per gli anni fino al 1995).

REQUISITI PER LA PENSIONE DI ANZIANITA’ PER IL LAVORO DIPENDENTE DOPO LA RIFORMA SACCONI DEL SETTEMBRE 2011

Si calcolavano con il sistema delle quote, ovvero sommando eta’ anagrafica ad anzianità contributiva, oppure si otteneva con la sola anzianità contributiva pari a 40 anni.

Anno di maturazione dei requisiti

Età anagrafica

Anzianità contributiva

Quota

Solo anzianità contributiva

Dal 1.1.2011

al 31.12.2012

60

36

96

40

61

35

Dal 1.1.2013

al 31.12.2015

61 e 3 mesi

36

97 e 3 mesi

40

62 e 3 mesi

35

Dal 1.1.2016

al 31.12.2018

61 e 7 mesi

36

97 e 7 mesi

40

62 e 7 mesi

35

Dal 1.1.2019

al 31.12.2021

61 e 11 mesi

36

97 e 11 mesi

40

62 e 11 mesi

35

LE FINESTRE: a partire dal 1 gennaio 2011 per tutti (eccetto il comparto Scuola), pubblici e privati, era prevista un’unica finestra di accesso sia per la pensione di vecchiaia, sia per la pensione di anzianità.

La finestra era definita “mobile” perche’ variava per ogni singolo lavoratore

La finestra mobile per dipendenti pubblici e privati, in possesso dei requisiti maturati entro il 31 dicembre 2011 determinava la decorrenza della pensione decorsi 12 mesi dalla maturazione del requisito.

RIFORMA FORNERO

Dal 2012 la riforma previdenziale impone un sistema fondato su due pilastri:

LA NUOVA PENSIONE DI VECCHIAIA

Anno

Lavoratori dipendenti e autonomi

Lavoratrici pubblico impiego

Lavoratrici settore privato

Lavoratrici autonome

2012

66

66

62

63 e 6 mesi

2013

66 e 3 mesi

66 e 3 mesi

62 e 3 mesi

63 e 9 mesi

Proiezione in base ad aspettativa di vita

2014

66 e 3 mesi

66 e 3 mesi

63 e 9 mesi

64 e 9 mesi

2015

66 e 3 mesi

66 e 3 mesi

63 e 9 mesi

64 e 9 mesi

2016

66 e 7 mesi

66 e 7 mesi

65 e 7 mesi

66 e 1 mese

2017

66 e 7 mesi

66 e 7 mesi

65 e 7 mesi

66 e 1 mese

2018

66 e 7 mesi

66 e 7 mesi

66 e 7 mesi

66 e 7 mesi

2019

66 e 11 mesi

66 e 11 mesi

66 e 11 mesi

66 e 11 mesi

2020

66 e 11 mesi

66 e 11 mesi

66 e 11 mesi

66 e 11 mesi

LA PENSIONE ANTICIPATA

Anno

Penalizzazione

Uomini-Contributi versati

Donne- Contributi versati

2012

NO*

42 e 1 mese

41 e 1 mese

2013

NO*

42 e 5 mesi

41 e 5 mesi

2014

NO*

42 e 6 mesi

41 e 6 mesi

2015

NO*

42 e 6 mesi

41 e 6 mesi

2016

NO*

42 e 10 mesi

41 e 10 mesi

2017

NO*

42 e 10 mesi

41 e 10 mesi

2018

SI

42 e 10 mesi

41 e 10 mesi

2019

SI

43 e 2 mesi

42 e 2 mesi

2020

SI

43 e 2 mesi

42 e 2 mesi

* A condizione che l’anzianità contributiva minima sia raggiunta solo tramite prestazione effettiva di lavoro, includendo i periodi di astensione obbligatoria per maternità, per l’assolvimento degli obblighi di leva, per infortunio, per malattia e cassa integrazione guadagni.

Le penalizzazioni: per chi vorrà andare in pensione prima dei 62 anni, anche se si sono maturati gli anni di contributi richiesti, è prevista dal 1 gennaio 2018 una penalizzazione pari all’1% per ogni anno di anticipo nell’accesso al pensionamento rispetto all’età di 62 anni.

 Gli adeguamenti agli incrementi della speranza di vita successivi al 2019 sono aggiornati con cadenza biennale.

Tra le novità più negative della controriforma Fornero vanno segnalate:

  • cancellazione delle finestre mobili;

  • pensione con oltre 40 anni di lavoro;

  • sistema di calcolo contributivo per tutti;

  • forti penalizzazioni per chi andrà in pensione prima dei 62 anni

  • ricongiunzioni contributive solo onerose da INPS presso altri istituti.

INTERVENTI PREVIDENZIALI PREVISTI DALLA SPENDING REVIEW

Nell’articolo 2 Dl 95/2012 relativo alle dotazioni organiche e al personale dichiarato in esubero (oltre alla beffa del Tfs la cui liquidazione si perderà nella notte dei tempi….) si prevede che entro il 31 ottobre 2012 dovranno essere adottati i provvedimenti relativi alla rideterminazione delle dotazioni organiche di Ministeri, Enti Pubblici non economici, Agenzie Fiscali, Enti ex articolo 7° dlvo 165/2011, con l’obbligo di ridurre di almeno il 20% il numero degli uffici dirigenziali e delle relative dotazioni organiche nonché di ridurre di almeno del 10% la spesa complessiva della dotazione organica relativa al personale non dirigente.

Tale riduzione delle dotazioni organiche si applica sulla dotazione organica successiva alla precedente riduzione apportata con scadenza 31 marzo 2012.

Una volta rideterminate le nuove dotazioni organiche (e quindi tagliando ulteriormente i servizi pubblici erogati ai cittadini), nelle pubbliche amministrazioni che presentano situazioni di esubero numerico del personale (sono escluse dalla riduzione le strutture e il personale del comparto sicurezza, il corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, il personale amministrativo operante presso gli uffici giudiziari, il personale della magistratura) si attiveranno le procedure ai sensi dell’art 33 del Dlvo 165 del 2001, relativamente alla dichiarazione delle eccedenze di personale e applicazione della mobilità collettiva.

Di conseguenza, ogni singola Amministrazione, per assorbire le unità di personale in soprannumero, dovrà adottare le seguenti procedure e misure in ordine di priorità:

  1. collocamento a riposo:

  • di tutti i lavoratori che hanno maturato i requisiti per l’accesso alla pensione secondo i requisiti del DL 201/2011 (riforma Fornero);

  • di tutti i lavoratori che avevano maturato i requisiti per l’accesso alla pensione entro il 31 dicembre 2011, ovvero secondo i requisiti previsti ante riforma Fornero;

  • di tutti i lavoratori che, in assenza ovvero disapplicando la riforma Fornero, successivamente al 31.12.2011, e negli anni 2012 e 2013, matureranno i requisiti per l’accesso alla pensione secondo la disciplina vigente pre Fornero con decorrenza di trattamento entro il 31/12/2014 con le modalità in riferimento alle quote (età anagrafica + anzianita’ contributiva), considerando utili ai fini del raggiungimento della quota, fermo restando i minimi, le frazioni di età e anzianità contributiva;

  • di tutti i lavoratori che hanno maturato i 40 anni di anzianità contributiva, o che li raggiungeranno nel corso degli anni 2012 e 2013.

In relazione a questi ultimi due punti è prevista la sospensione del DL 201/2011, per gli anni 2012 e 2013, nelle Amministrazioni che, a seguito del processo di rideterminazione delle dotazioni organiche, presentano esubero di personale. La decorrenza del trattamento pensionistico è posticipata di 13 mesi per chi matura i requisiti nell’anno 2012 e di 14 mesi per chi matura i requisiti nel 2014.

  1. a seguito di quanto previsto al punto precedente, entro il 31 dicembre 2012, le Amministrazioni dovranno predisporre la previsione delle cessazioni dal servizio al fine di verificare i tempi di riassorbimento del personale in soprannumero;

  2. al netto dei collocamenti a riposo dei dipendenti di cui al punto a), le Amministrazioni dovranno individuare i sovrannumeri non riassorbibili entro due anni a decorrere dal 1 gennaio 2013 (anni 2013 e 2014):

  3. avvio dei processi di mobilità, anche intercompartimentale, per la ricollocazione nei Ministeri, Agenzie fiscali, etc. in presenza di vacanze di organico, di lavoratori non riassorbibili con i collocamenti a riposo con le modalità sopra richiamate;

  4. definizione di criteri e tempi di utilizzo di forme contrattuali a tempo parziale (non vale per i dirigenti) che non e’ riassorbibile negli anni 2013 e 2014 e che, in relazione alla loro maggiore anzianità contributiva, è dichiarato in eccedenza, al netto degli interventi sopra descritti.

Una volta terminato questo percorso indicato dalla norma di legge, il personale che rimane in posizione in soprannumero, viene collocato in disponibilità e di conseguenza vengono sospese tutti gli obblighi e gli effetti del rapporto di lavoro dipendente, ed il lavoratore ha diritto ad un’indennità pari all’80% dello stipendio e dell’indennità integrativa speciale, con esclusione di qualsiasi altro emolumento retributivo, per la durata massima di 24 mesi.

Tale periodo, può essere aumentato fino a 48 mesi nel caso in cui il lavoratore collocato in disponibilità maturi entro lo stesso periodo i requisiti per il trattamento pensionistico.

Va inoltre evidenziato che le procedure prima richiamate si applicano anche nel caso in cui l’Amministrazione dichiari un’eccedenza di personale adducendo motivazioni funzionali o finanziarie.

I lavoratori che saranno collocati a riposo forzatamente utilizzando modalità e regole vigenti ante riforma Fornero, per poter percepire la liquidazione del TFS, dovranno attendere la maturazione dei requisiti di età e anzianità contributiva per la pensione anticipata e per la pensione di vecchiaia, ai quali vanno aggiunti i 24 o i 6 mesi già previsti dalla normativa vigente.

E’ realmente ipotizzabile che ci verificheranno casi in cui la liquidazione del TFS avverrà dopo 5 anni e 6 mesi, facendo una proiezione in base alle leggi sopra richiamate.

Un provvedimento iniquo, ingiusto, che ha come obiettivo dividere ancora di più il mondo del lavoro (da un lato gli esodati creati dalla riforma Fornero per i quali non ci sono soluzioni credibili ed esigibili e dall’altro i lavoratori pubblici per i quali si deroga alla stessa Riforma).

Tutta la manovra è ispirata dalla filosofia di ridurre sempre e comunque il numero dei dipendenti pubblici, il loro ruolo e i servizi erogati ai cittadini.

Il Segretario Nazionale Fp Cgil

Fabrizio Fratini

 

Usc_2012_463.doc

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